"Il colore è parte integrante del mio Dna. Dalla Dalmazia e da Ragusa ho portato con me i blu, che profumano d'oltremare e i rossi aranciati dei tramonti sull'Adriatico; i gialli caldi screziati d'oca e marrone parlano di rocce e sabbie, lambite, rimescolate ed erose dalle onde. Non possono mancare i neri, che amalgamano. E il viola, il mio colore prediletto, in tutte le sue sfumature. Se si guarda bene c'è sempre, anche se non compare a prima vista."
"Una vita sul filo di lana" edito da Rizzoli, esce in occasione dei novant'anni di Ottavio Missoni (11 febbraio). Così, con Paolo Scandeletti, si ripercorrono le memorie di uno dei protagonisti più importanti della storia della moda italiana: una vita di successi - dall'atletica alla moda - e il dolore profondo imposto dall'esilio dalla Dalmazia.
L'autobiografia del Maestro del colore racconta come questo artigiano si sia portato nel cuore e nel mondo le sfumature della sua terra perduta, la Dalmazia. Lasciata Zara da giovanissimo per diventare un atleta di livello mondiale. Quando la guerra ha interrotto la carriera sportiva , si è ritrovato in Africa. Al rientro in Italia, ha vissuto il dramma dell'esilio forzato da Zara e si è reinventato come modello per fotoromanzi.
Poi, con la moglie Rosita, ha dato vita a una piccola impresa d'abbigliamento dove ha creato righe colorate, che poi diventeranno il marchio inconfondibile della maison Missoni.
Un libro che vale la pena di leggere, di amare, se si ama la moda. Ma senza prendersi troppo sul serio!

